La Genesi

Era il 1960.
È incredibile come una data fermi il tempo nella distanza. Il lontano 1960 ha colori ancora vividi : lo rivedo quel bambino inchiodato davanti al bauletto che era insieme giradischi e radio di casa mia. Si chiamava Imperial. Un nome potente, così potente da incantare quel pargolo, con la musica che ne usciva- sì proprio! usciva da lì!- al punto di farlo piangere, di fargli venire la febbre alta! Ero un piccolo innamorato che riversava tutto il suo tempo in quel cerchio di musica attorno ad Imperial.

Ingenuo, mi chiedevo quale sortilegio fosse mai nascosto per farne uscire ogni sorta di melodia: avvolto dal pensiero magico dei bimbi mi domandavo se IMPERIAL fosse abitato da musicisti e come poteva essere che proprio lì dentro...

Continua

Impossibile non accorgersi di tanto incantamento: i miei genitori capirono che era impossibile allontanarmi da lei, la Musica. Non ne furono affatto dispiaciuti: in casa papà Michele era stato violinista e trombettista, mamma Maria Grazia con un certo orgoglio cantava da giovinetta nel coro della Chiesa.

Accade che un giorno, era estate, ebbi quel che si chiama "la folgorazione". Sì, scoprii che la musica non solo si ascoltava, ma si toccava! Avevo sette anni e la noia delle vacanze mi aveva spinto a esplorare la cantina, piena di oggetti addormentati nella polvere. Fu un attimo: la vidi senza capire bene cosa fosse, ma senza dubbio mi stava aspettando. Era una chitarra.

La presi, la portai in camera e cominciai a pulirla, con cura. "Com'è bella", pensai. La presi in mano cercando di impugnarla. Intuii che occorreva abbracciarla:la sua curva sinuosa invitava ad abbracciarla. Aveva una corda: la pizzicai, una, due, tre volte. Suonavo! La musica si toccava, si suonava .Su quella corda suonai per la prima volta.

Passai così tutto il pomeriggio, senza ricordarmi di far merenda e la sera aspettai mio padre.

"Papà, ascolta! suona! guarda come sono bravo!" e pizzicavo, pizzicavo la corda con il polpastrello ormai livido.

Sorrise, mio padre, gli brillarono gli occhi. Qualche seme della sua passione si era davvero piantato nelle vene di quel pargoletto tutto ossa:"Bravo! ma la chitarra ha bisogno di sei corde! Ne dobbiamo trovare altre cinque se vuoi farla suonare come si deve!"

Da quel momento misi piede in una terra che per quanto nuova, conoscevo e avrei riconosciuto sempre più. La Musica della mia Chitarra.

Mi sentivo diverso dagli altri bambini, quasi un'extraterrestre. Presto capii che nel mio Imperial non c'era nascosto nessun musicista in miniatura, che quei suoni erano musica e che la musica era il posto dove avrei voluto stare per sempre.

Io , la Musica, l'amavo già. Da prima. Da prima di averla incontrata.

Ogni volta che abbraccio una chitarra abbraccio la mia anima, che vibra con quelle sei corde e si riempie di vita, che si inonda di riconoscenza per Michele e Maria Grazia che con il loro sorriso compiaciuto hanno scaldato il loro piccolino ogni volta che le note profumavano la sua crescita.

La musica da allora mi prende per mano, mi cura,mi insegna, mi coccola, mi rende umano, mi avvolge di divino.

La chitarra, la mia grande medicina, il farmaco più efficace per il mio corpo e il mio anima.Da due anni sto attaccato a lei come una pianta che cerca la luce.

Non posso più vivere senza di lei.

Due anni fa la mia salute ha barcollato: la mia mano si è bloccata, si è bloccato il mio braccio. Pochi giorni , ma un tempo lunghissimo di paura e di spavento. E' il mistero dell'accadere, del nostro essere mortali; quel bambino tutto ossa, diventato grande, marito, padre, uomo maturo , continuando a dedicarle tempo e la devozione, tornando a studiare da allievo innamorato, ha dovuto affrontare una grande prova: incontrare la malattia. Ma lei, fedele, non più chimera ma orizzonte di alba, mi ha dato tutta la forza per guarire, il coraggio di credere, la forza di reagire per tornare ad abbracciarla, a pizzicarla e riempire l'aria di musica e per tornare a far suonare i miei giorni.

Grazie Mia Amata, mia Amante, mio Amore dorato. Mia Chitarra.

Ascolta qui alcune mie tracce



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